[…] proponiamo di concludere che una dialettologia strutturale è possibile. Essa promette di dare i risultati più fruttuosi, se sarà combinata con la dialettologia “esterna”, senza però essere separata dal suo specifico quadro di riferimento concettuale. (p. 223) - Weinreich (1974) Una dialettologia specificamente strutturale dovrebbe occuparsi delle conseguenze strutturali derivanti dalle differenze parziali all’interno di un quadro di somiglianza parziale. Si può tranquillamente dire che una gran parte della dialettologia è effettivamente di questo tipo e non contiene alcun riferimento necessario alla geografia, etnografia, storia politica e culturale, o altri fattori extrastrutturali. […] Esiste una dialettologia non geografica, strutturale: essa è legittima e perfino promettente. Il suo interesse specifico è lo studio delle somiglianze e differenze parziali tra sistemi, e delle conseguenze strutturali che ne derivano. Ciò non vuol dire, naturalmente, che la dialettologia “esterna” sia stata superata […]. (p. 209) - Weinreich (1974) L’uso degli strumenti delle scienze sociali per la “dialettologia esterna” può contribuire non poco a integrare i procedimenti delineati per la dialettologia strutturale. (p. 222) - Weinreich (1974)
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