Citazioni |
 |
La teoria linguistica strutturale richiede ora procedimenti per costruire sistemi di livello superiore a partire dai sistemi discreti e omogenei derivati dalla descrizione e rappresentanti ciascuno un’organizzazione formale unica della sostanza dell’espressione e del contenuto. Chiamiamo queste costruzioni “diasistemi”, avvertendo che chi è allergico a queste neoformazioni potrà tranquillamente parlare di supersistemi, o semplicemente di sistemi di livello superiore. Un “diasistema” può essere costruito dal linguista partendo da due qualsiasi sistemi che abbiano somiglianze parziali (sono queste somiglianze a renderlo un po’ differente dalla semplice somma di due sistemi). Ma ciò non significa che sia sempre soltanto una costruzione dello scienziato: un “diasistema” è vissuto in modo molto concreto dai parlanti bilingui (ivi compresi quelli “bidialettali”) e corrisponde a quello che gli studiosi di contatto linguistico chiamano “sistema unificato”. [Weinreich, U., 1974, LINGUE IN CONTATTO. CON SAGGI DI FRANCESCATO, GRASSI, HEILMANN, Torino, Boringhieri, pp. 14 sg.]. (p. 208) - Weinreich (1974)
|