Citazioni |
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[…] è importante ritornare alle situazioni decisamente unilingui in cui i vari membri della comunità non sono consci di alcuna deviazione, nella parlata degli altri o nella loro, tale da poter essere chiamata «accento» o «dialetto». In questi casi sembra pienamente realizzato l’ideale comunicativo del linguaggio: veramente non ha la minima importanza se la parlata dell’uno è fisicamente identica a quella dell’altro, purchè le possibili divergenze non interferiscano con la libera e facile trasmissione dell’esperienza. Sotto questo aspetto è assolutamente essenziale che tutti i partecipanti siano intimamente convinti di parlare «la stessa lingua»: dato che la lingua è costantemente ridondante, perché le parole hanno generalmente fonemi più dello stretto necessario per tenerle distinte da altre in dati contesti e perché i messaggi sono di regola più prolissi di quanto la logica domanderebbe, poche divergenze non possono impedire e neppure ostacolare la mutua comprensione. (p. 154) - Martinet (1984)
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