Citazioni |
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Tuttavia, insistendo troppo sull’oscurarsi dei tratti contestuali, si tende a dimenticare, o perlomeno minimizzare, l’importanza della situazione nella comunicazione parlata e la necessità di compensare la sua assenza nella scrittura: chi parla può riferirsi continuamente a quello che ha, 'hic et nunc', in comune con chi ascolta; l’autore non ha altro in comune col lettore che il suo testo e il fatto che essi appartengono alla stessa comunità linguistica. Non serve constatare che l’autore ricrea costantemente delle situazione cosicché usa degli 'shifters', parole che vengono capite soltanto in situazione, come 'io', 'tu', 'qui', 'l’altr’anno', con altrettanta facilità sia quando scrive sia quando parla. Lo stesso fatto che deve ricreare le sue situazioni se vuole usare una gran parte del lessico, suggerisce che una parte notevole della sua attività è consacrata a descrizioni e presentazioni dalle quali sono esclusi gli 'shifters', eccetto quando, in modo del tutto eccezionale, l’autore («io») si rivolge al suo lettore («tu»). (pp. 173-174) - Martinet (1984)
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