Citazioni |
 |
Un altro contributo basilare della ricerca contemporanea al problema del cambiamento linguistico è l’aver stabilito una relazione fra la frequenza di un’unità linguistica e la sua forma, cosicché un cambiamento nella frequenza può coinvolgere un cambiamento nel suo aspetto fonico. Questo, una conseguenza della teoria dell’informazione selettiva, si applica alle unità di entrambe le articolazioni, ai fonemi come ai monemi. Si arriva alla conclusione che dato che l’aumento di frequenza di una unità non è che un aumento del numero di volte in cui quest’unità è usata, qualunque uso di una unità linguistica contribuisce, anche se in modo impercettibile, a un aumento della sua frequenza. Questo comporta automaticamente un abbassamento del suo contributo all’infomazione e una tendenza a ridurre il costo, vale a dire la quantità di energia richiesta per impararla a memoria e riprodurla. È probabile che questa riduzione determini cambiamenti nell’aspetto fisico dell’unità. Tutto questo si potrà riassumere dicendo che, per quanto strano possa parere, una lingua cambia perché la si usa. La gente di regola non è conscia di nessun cambiamento che avviene nella propria lingua. (p. 189) - Martinet (1984)
|