Mentre i Neogrammatici fanno dipendere l’ineccepibilità delle leggi fonetiche da un’eguaglianza delle condizioni fonetiche, che a mio parere non esiste affatto, nel contempo non annettono alcuna importanza alla diversità concreta delle parole […] E questo non mi pare giusto, per lo meno nella forma assoluta con la quale viene affermato. (p. 237) - Schuchardt (1965)