La lingua è da considerare come creazione, non ἔργον ma ἐνέργεια [...]. - Pagliaro (1930), a pag.56 La lingua nella parola singola e nel discorso è un atto, un’azione veramente creatrice e perciò essa non riflette le cose per se stesse ma i concetti di esse. - Pagliaro (1930), a pag.56 La lingua esiste in quanto un individuo parla, vi imprime ed esprime il proprio sentimento, il proprio pensiero, la propria volontà. Ma egli parla e al tempo stesso si ascolta e le sue parole hanno senso in quanto egli intende che cosa ciascuna e nel loro complesso esse esprimono. Parla a se stesso prima che agli altri e questi lo intenderanno solo se egli è riuscito prima ad intendere se stesso. La lingua non è dunque un mezzo di cui l’uomo si appropri a suo gradimento, ma essa è in lui appunto perché è lui; ha nell’individuo la sua legge, è νόμῳ come ha visto Platone. Un individuo parla in una determinata lingua e in una determinata maniera perché egli è quel determinato individuo che ha nella storia un posto ben distinto. - Pagliaro (1930), a pag.100 La lingua esiste come nozione storica; nella realtà non c’è che l’individuo che parla; la nozione di lingua non è come erroneamente si suol dire un’astrazione, ma è il primo e più importante passo verso la conoscenza storica dell’attività linguistica […] Non deve trarsi argomento per affermare che la nozione di lingua sia nozione empirica; essa è una nozione storica che ha valore identico a quello che hanno le altre nozioni storiche di nazione, popolo, civiltà, e come tale essa ha valore solo in quanto si riferisce a lingua determinata storicamente. - Pagliaro (1930), a pag.104-105 La lingua non è veste di pensiero ma è pensiero, con essa l’uomo si è creato una vita interiore da contrapporre alla vita materiale, evocando con la potenza della parola l’unità di quanto nella natura è molteplice [...]. - Pagliaro (1930), a pag.108 La lingua è costituita da materia fonica e da contenuto spirituale; ha cioè un aspetto fisico e un aspetto psichico come è di tutte le forme dell’attività umana. - Pagliaro (1930), a pag.121 La nostra nozione di lingua è, è vero, quella del parlare di una comunità delimitata nel tempo e nello spazio, ma noi sappiamo che in tal maniera vengono posti dei limiti dove non c’è che continuità. - Pagliaro (1930), a pag.179
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