Citazioni |
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[...] vediamo già nell’antichità affermarsi una considerazione pratica del linguaggio nella grammatica scolastica e normativa, che già nell’età ellenistica e ancor più nell’età romana, nella patristica, nell’Umanesimo e nei tempi moderni assume il compito di conservare alla lingua mediante regole e accorgimenti una sua ideale integrità. Non è certo la grammatica normativa mai nettamente distinta dalla teoria della lingua; pure il suo compito decisamente pratico le ha conferito una notevole indipendenza [...] Qui basterà osservare che a chi consideri il linguaggio come creazione può apparire come inutile e dannosa una disciplina che voglia inceppare con un armamentario di regole, di ‘si può’ e di ‘non si può’ l’opera creatrice del parlante; ma è ancor più vero d’altra parte che la creazione linguistica come tutte le creazioni estetiche non è creazione arbitraria e casuale, ma ha invece la sua legge nell’individuo che la attua; e questo individuo non è qualcosa di staccato dalla società ma è un essere storico, partecipe di un contenuto universale […] La grammatica che ha intento normativo non vuole imporre vincoli alla creazione linguistica, ma soltanto determinare meglio, precisare la storicità linguistica del parlante. - Pagliaro (1930), a pag.38-39
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